Se fossi un salice

scritto da MauroZani
Scritto Ieri • Pubblicato 13 ore fa • Revisionato 13 ore fa
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Autore del testo MauroZani
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È una poesia che trasforma il salice in una metafora dell’anima: fragile ma capace di piegarsi senza spezzarsi, accogliente, luminoso, pronto a custodire segreti e a condividere ombra e conforto.
- Nota dell'autore MauroZani

Testo: Se fossi un salice
di MauroZani

Se fossi un salice


Se fossi un salice non sarei
piangente.
Vorrei essere un salice ridente,
che accarezza e affonda le dita
nelle soffici nuvole del cielo terso.
Vorrei rivolgere i miei rami verso l’alto
e guardare il sole
che mi inonda di luce e buon umore.

Sui mie rami vorrei si posassero
cardellini che cantano felici
le loro barzellette più allegre.
Vorrei essere un salice gioioso
che ride come l’acqua
quando passa tra i sassi
e non sa contenersi.

Un salice che non trattiene nulla:
né il sole che gli scivola addosso,
né la notte che s’appoggia al tronco
come un animale stanco.
Vorrei essere un salice che ascolta
i passi dei vivi,
i sospiri dei soli,
le parole che nessuno osa dire.

Parole da tenere tra le foglie,
come piccoli segreti verdi
che non fanno male a nessuno.
Vorrei essere un salice che non teme il tempo,
che si piega ma non si spezza,
che danza anche quando il cielo è pesante
e la terra tace,
che si piega alla vita senza perdere
la luce e il sorriso.
Un salice che sa che ogni piega
è solo un altro modo di restare in piedi.

E tu, se un giorno passerai vicino,
mettiti sotto la mia ombra,
sarò felice di condividiamola con te.
Ti riconoscerò dal respiro,
e rideremo o piangeremo insieme,
come due rami mossi dalla stessa aria.
Ti consolerò con amore e col pianto
e saremo ugualmente orgogliosi
di essere sempre noi stessi,
coi nostri rami piangenti.
Se fossi un salice testo di MauroZani
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